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Cronache del fiume Oder: (geo)politica, ambiente e cultura

Cos’hanno in comune la Repubblica Ceca, la Germania e la Polonia? Ben più di un elemento, senza dubbio; ma ciò che valica i loro confini, incurante degli umani affaccendamenti nazionalisti è il fiume Oder (Odra in polacco e in ceco). L’Oder è il secondo fiume più lungo della Polonia dopo la Vistola (Wisła), e uno degli ultimi fiumi “selvaggi” d’Europa, ovvero con poche opere artificiali a suo carico. Si estende per 854 km dai monti Sudeti in Repubblica Ceca e sfocia nel Mar Baltico a Stettino, attraversando la parte orientale della Germania. 

Ma il valore dell’Oder va ben oltre lo scrosciare delle acque che ne attraversano il letto.

Un fiume politico

L’Oder determina la regione della Slesia, un territorio storico-geografico che, dopo la caduta dell’Impero romano, ha fatto parte dell’impero austro-ungarico e poi della Prussia, per essere infine assegnata nella sua quasi totalità alla Germania alla fine della Prima guerra mondiale. Solo dopo il 1945, la regione passerà alla Polonia, come risarcimento delle terre acquisite ad est dall’Unione Sovietica.

oder
Stemma della provincia prussiana della Slesia, regione bagnata dal fiume Oder (Wikimedia)

Conteso per lungo tempo tra le popolazioni germaniche e quelle slave in quanto portatore di prosperità e barriera naturale dalle invasioni, l’Oder diventa l’ultimo asserragliamento dei soldati nazisti nel 1945. Infatti, lungo il suo corso, negli anni Trenta, i tedeschi avevano costruito la Festungsfront Oder-Warthe-Bogen, un complesso di tunnel che ospitavano caserme, piazzole armate, depositi di munizioni, e strade ferrate per trasporti veloci da un bunker all’altro, raggiungendo anche i 40 metri di profondità in alcuni punti. Questo Ostwall (muro dell’est) – che ad oggi è ancora visitabile in alcuni punti – era capace di ospitare circa 25mila soldati; tuttavia, quando l’Armata Rossa sferrò l’attacco decisivo al Terzo Reich con l’operazione Vistola-Oder, solo mille soldati tedeschi si avvalsero del complesso militare. Dopo diverse settimane di battaglia, i sovietici riuscirono finalmente ad attraversare l’Oder, portandosi a soli ottanta chilometri da Berlino.

L’Oder passa sotto la giurisdizione polacca solo nel 1945 a seguito della Conferenza di Potsdam, allorché gli Alleati decisero che – insieme al suo affluente meridionale Neisse – esso avrebbe sancito il nuovo confine tra Germania e Polonia. La linea Oder-Neisse verrà subito accettata dalla DDR (1950), ma bisognerà aspettare il 1970 perché l’Ostpolitik di Willy Brandt porti la Germania Occidentale al riconoscimento del confine (Trattato di Varsavia).

Cartina delle terre bagnate da fiume Oder (Meridiano13/DataWrapper)

Oder generoso, Oder demolitore

Oltre alla sua importanza divisoria, l’Oder è un fiume agilmente navigabile per grandi tratti, elemento che permette al commercio polacco di attraversare il paese da nord a sud e viceversa, dando ampio respiro alla rete autostradale e ferroviaria del paese.

Ma l’Oder ha più volte mostrato anche la sua capacità distruttiva: ingrossato dallo scioglimento di masse nevose d’inverno e da piogge torrenziali in estate, il fiume ha più volte esondato durante i secoli, inondando le terre che lo circondano. Nel luglio 1997 le violente alluvioni verificatesi in Slesia provocano la tragica esondazione dell’Oder e dei suoi affluenti: il 40% della città di Breslavia (Wrocław) viene sommersa da migliaia di metri cubi d’acqua, portando il numero delle vittime a cinquantasei. Moltissime furono le polemiche sulle responsabilità politiche del disastro, la cui portata poteva essere ridotta rompendo gli argini del vicino villaggio di Łany, cui i cittadini si opposero ferocemente. 

Breslavia allagata dall’esondazione del fiume Oder, Luglio 1997 (Wikimedia)

Recentemente, il regista Jan Holoubek, traendo spunto dai tragici fatti del 1997, ha girato una miniserie per Netflix dal titolo L’Alluvione (in polacco Wielka Woda, letteralmente: Grande Acqua). La carismatica idrologa Jaśmina Tremer (Agnieszka Żulewska), tornata a Breslavia dopo anni di confino volontario, si scontra con i sofismi della politica locale, ostinata a voler salvare la città da un disastro che ritiene certo. Sebbene non sia un documentario, il regista mostra efficacemente le discussioni politiche e la portata del dramma vissuto da Breslavia durante l’inondazione.

Il poster di Netflix della serie sull’esondazione del fiume Oder (Wikimedia)

Maltrattare i fiumi

E, come dicevamo, l’estate non è un periodo felice per il nostro fiume. Una mattina di luglio del 2022, tonnellate di pesci morti galleggiano sulla superficie dell’Oder. Un disastro ambientale tra i peggiori mai avvenuti in Europa. La moria, si scoprirà in seguito, è causata dalla Prymnesium parvum, o alga dorata, una microalga velenosa la fauna ittica. Ciò che tinge di giallo la vicenda è il fatto che l’alga dorata prolifera in condizioni di salinità anormali per un fiume, giustificabili solo con lo scarico di acque industriali, in particolare da quelle delle miniere di sale, e dalle alte temperature estive dovute al cambiamento climatico.

Migliaia di pesci galleggiano senza vita sulla superficie del fiume Oder, luglio 2022 (Wikimedia)

Seguendo il solito copione populista, il governo polacco guidato dal PiS ha offerto una ricompensa di un milione di zloty (220mila dollari) a chi denunci i responsabili del reato ambientale. L’impegno profuso dall’esecutivo nella ricerca di un colpevole non lo ha dispensato dalle pesanti critiche provenienti dalla sponda occidentale dell’Oder: la ministra dell’ambiente tedesca ha più volte esortato i polacchi a porre fine ai lavori di restringimento e aumento della profondità del fiume, in corso dal febbraio 2022. Le operazioni hanno il fine di renderlo più facilmente navigabile in diversi punti, ma ciò che teme la Germania – e con essa il mondo dell’attivismo ambientale – è che i lavori rallentino e vanifichino la rinaturalizzazione dell’Oder, obiettivo fondamentale per evitare il disfacimento totale e definitivo del suo ecosistema.

Mentre le campagne di protesta ambientale si susseguono, il governo non sembra intenzionato a tornare sui suoi passi. E le elezioni del 15 ottobre sono sempre più vicine

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Oscar Luigi Guccione
Oscar Luigi Guccione

Laureato in European and Global Studies, ha trascorso due anni in Polonia, prima a Cracovia per studio, poi a Danzica lavorando per la Thomson Reuters. Ha scritto una tesi di laurea magistrale sulla securitizzazione della gestione della pandemia da coronavirus in Polonia, e una tesi di master sull’infuenza politica della Conferenza di Helsinki in Polonia negli anni Settanta ed Ottanta